G: Di chi è questo pregiato edifizio?

W: Mah, non so, forse un Fenoglio

G: No, secondo me è piú un Premoli

W+G: No, be..

G: Mi ricorda il Premoli soprattutto per i pendaglietti Hoffmaniani (vedi villino Menzio)

W: Sí, erano linee aperte, senza cioé il ricciolino

G: peró anche qui sono linee di ampio respiro

W: il tutto racchiuso nella statica maniera delle case torinesi a quattro piani dove il Liberty si manifesta solo nelle decorazioni e raramente nella sostanza piú propriamente architettonica

G: Devi peró tener conto che la casa è molto mal tenuta. Vedi le orrende pensiline in plastica e l'abbaino metallico

W: Fosse pulita, dal punto di vista decorativo è abbastanza carina G: Vorrei far notare l'influenza di stampo austriaco, al di lá delle evidenti citazioni hoffmaniane (pendaglietti) anche nell'uso della maiolica, pur orripilante e delle parti sporgenti in cotto (medaglioni in cotto smaltato) di chiara influnza Wagneriana

G: Anche i timpani li vedo Vivarelliani

W: Un po'alla Alien...

G: Anche se piú sobri, forse troppo sobri

W: Certo, mancava l'apporto creativo e geniale del Gussoni!

G: Io la attribuirei al Vivarelli o al Premoli

W: Ne prendo atto

G: Oppure qualche perfetto sconosciuto di scuola...

Nel particolare qui a lato si vedono bene:

le linee di forza arricciate che incorniciano la finestra all'ultimo piano; i "pendaglietti" hoffmaniani nelle lesene (la fascia chiara a fianco della grondaia) tra le finestre, all'altezza delle finestre del penultimo piano;

i cotti smaltati di rosso in cima alle suddette pseudo-lesene e negli angoli alti degli abbaini;

il balcone in ferro battuto con la ringhiera a cerchi concentrici.

Nella finestra qui di lato notiamo:

La maiolica, nel timpano della finestra;

Le eleganti e organiche linee in litocemento, che delimitano e caratterizzano il timpano e il sotto davanzale; di nuovo il cotto smaltato della coppetta rossa al centro del sottodavanzale.